5 Febbraio 2017

Wedding In Austis

Quando Giovanna e Micheal mi contattarono non sapevo neanche dove fosse Austis, dovetti cercare su Maps. Non vedevo l’ora che arrivasse quel giorno, ero contento di realizzare un servizio differente dal solito, un matrimonio Austaliano-Sardo-Scozzese, nel cuore dell’Isola, d’inverno, in pieno gennaio.

Per non sbagliare prenotai il bed and breakfast circa due mesi prima, per non restare fregato all’ultimo, come sempre. Tre giorni prima della partenza chiamai per verificare se tutto fosse ok. Non lo era affatto, mi dissero che in quei giorni avrebbero chiuso e quindi non avrebbero potuto darmi la mia stanza. Figuratevi se fossi arrivato lì senza chiamare prima.

I futuri sposi mi misero in contatto con l’agriturismo che li ospitava, ”Da Carale”, gestito da persone fantastiche, trovarono al volo un appartamento.

Io e Giorgio partimmo il giorno prima, così da fare tutto con comodità, anche perché nevicava dalla sera prima. Armati di catene, mai utilizzate, arrivammo in circa due ore e mezza con ”Songs For The Deaf” nello stereo, ma capimmo subito che la colonna sonora giusta per quest’avventura sarebbe stata ”The Great Beyond” dei Rem, ovviamente avevo il greatest hits nel cruscotto, praticamente in loop.

Austis era ricoperta di neve, erano rimasti ancora quaranta centimetri, decidemmo subito di andare da Carale, briefing con i ragazzi, cena e via in appartamento. Appena entrati fummo accolti come se fossimo stati da sempre loro amici, e Bruno, il boss, subito dopo avermi stretto la mano mi chiese se “eravamo stati invitati”: non perse tempo, tolse fuori il vino rosso e brindammo. Al secondo bicchiere gli chiesi di andarci piano perché mi sarei acceso…lui disse che male andando avrebbe spento il caminetto! Ci offrirono la cena, inutile dire che mangiammo incredibilmente bene, Bruno e la sua famiglia sono fenomenali. Tutte cose prodotte da loro, compresa la grappa al miele, orgoglio di Bruno, provai a dirgli che non era il caso, ci provai e basta, perché tanto gia lo sapete come funziona.

L’agriturismo era ricco di posti fantastici per fotografare, infiniti paesaggi rurali innevati, compreso un laghetto ghiacciato, a 10 metri dal ristorante, fantastico.

Così arrivammo all’appartamento. Bellissimo, accogliente e folcloristico, nel cuore del paese, mi sentii un po’ Bilbo Beggins. La casa un tempo era un rudere, anche un po’ inquietante, lo scrivo perché la signora che ce l’affittò stampò un libro di come era prima, affascinante.

Non vi nego che l’indomani fu un inizio un po’ assurdo, al mattino si gelava, non so perché ma la stufa a pellet non entrò in funzione e non riscaldò l’ambiente. Giorgio fu il primo a farsi la doccia e la corrente saltò mentre era insaponato. Già, peccato che non scattò il contatore all’interno della casa ma quello fuori. Ovviamente non avevamo la chiave.

Giorgio finì di lavarsi con l’acqua ghiacciata e andammo a casa della Signora per fare colazione e io per lavarmi. Giorgio doveva asciugarsi i capelli ancora, così la signora decise di entrare in bagno per prendere il phon mentre io ero nudo sotto la doccia, come mamma mi fece, dietro vetri trasparenti, (lo so che leggerà questo post, non ho resistito, le avevo detto che avrei scritto tutto di questo viaggio XD ), mi girai e guardai Giorgio, lui sorrise incredulo facendo spallucce.

Il matrimonio andò alla grande tranne che per il set esterno, diluviava, tuonava, lampava, insomma c’era l’apocalisse di fuori, ma google ci disse che il giorno dopo sarebbe stato bello, così decidemmo di fare il set l’indomani anziché partire presto.

Arrivati alla cena Bruno decise di fare una sorpresa ai novelli sposi: chiamò i Sos Colonganos, le maschere tradizionali del paese, incredibilmente affascinanti, non le conoscevo.

“Pur essendo simili a tutte le altre maschere barbaricine hanno una caratteristica fondamentale che li differenzia dalle altre: sulle spalle, al posto dei tradizionali campanacci, Sos Colonganos portano infatti delle ossa di animali che vengono scosse per produrre un suono cupo, meno forte di quello dei campanacci, ma di certo non meno affascinante.”

(http://www.mascheresarde.com/urtzu-sos-colonganos)

Inutile dire che da qui in poi partì il delirio e iniziarono a ballare tutti ”Su Ballu Tundu”, armati di Irish Scotch fino ai denti ovviamente.

Rientrati a casa non vedevo l’ora di farmi una doccia, una di quelle vere, senza mettere in mostra l’attrezzatura. Anche questa volta Giorgio si lavò per primo. So cosa state pensando, e ci avete azzeccato: finì tutta l’acqua dello scaldabagno, ma io me ne accorsi solo dopo essermi insaponato dalla testa ai piedi, morale della favola? Doccia ghiacciata.

#maiunagioia

L’indomani non fu proprio la stessa cosa: una buona parte della neve si sciolse a causa del temporale della sera prima, ma niente paura, Austis ebbe tanto da offrire. Conoscete ”Sa Crabarissa”? Un posto bellissimo a pochi chilometri dal paese, un’enorme roccia dalle sembianze femminili, ovviamente ci fece strada Bruno.

“La leggenda narra che una fanciulla di Cabras si innamorò di un pastore di Austis conosciuto durante la solita transumanza invernale che dalle montagne faceva scendere le greggi alla ricerca dei pascoli migliori, fino alla costa dove il clima era più mite. Furono scambiati i doni e le promesse di matrimonio. Il pastore partì e la ragazza attendeva il suo ritorno, ma inutilmente. La giovane allora intraprese il faticoso e difficile percorso verso la montagna. Giunta ad Austis trovò il pastore sposato con un’altra… una corsa veloce la riportò sui suoi passi… ancora uno sguardo indietro verso la speranza distrutta e la fanciulla rimase pietrificata dall’immenso dolore che segnò la sua sorte. Secondo un’altra leggenda la ragazza era forestiera e perciò non conosceva le usanze locali. Un giorno, mentre ritornava dall’ovile del marito, recando in testa un recipiente di sughero pieno di latte, incontrò un pastore affamato. Questi le chiese cosa portava sulla testa. E la ragazza risposte che trasportava pietre. Pertanto il pastore le disse che si sarebbe trasformata in pietra. E la maledizione si avverò.”

(http://wikimapia.org/18637572/it/Roccia-Sa-Crabarissa)

Giovanna e Michael sono due persone speciali e il loro matrimonio lo porterò sempre con me, ho imparato tanto da questa piccola avventura che ha allargato i miei orizzonti.

Promisi a Bruno e famiglia che sarei tornato con la mia a fargli vedere la bellezza di quei luoghi e perché no, a riassaggiare il loro cinghiale, credetemi, non ha rivali. Il prossimo carnevale potrebbe essere un’ottima occasione.

Infine, giusto per citare la tag piazzata nei numerosi cartelli stradali che precedono il paese:

Austis Regna.

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