#Wonderwall

Documentary Portraits, 18 Febbraio 2019
   

#Wonderwall

Ritratto di una generazione.

La cameretta dove siamo cresciuti è una sorta di “tempio sacro” al quale pochissime persone, oltre ai parenti, agli amici più intimi e agli amanti, hanno potuto accedere nel corso degli anni.

Wonderwall ritrae diversi soggetti di età compresa tra i 25 e i 35 anni che ancora vivono nella casa dei propri genitori, e li mette in relazione con il loro Muro delle Meraviglie, la parte più rappresentativa della loro camera da letto, rimasta più o meno invariata dai tempi dell’adolescenza.

È un progetto fotografico a lungo termine e prevede la realizzazione di ritratti in bianco e nero di soggetti diversi per sesso, orientamento sessuale, nazionalità, religione etc., accomunati da una sola costante: tutti, in un modo o nell’altro, hanno avuto il proprio “Muro delle Meraviglie”.

Lo spettatore non avrà modo di conoscere con certezza l’identità del proprietario delle camere, ma dovrà indagare, fare delle ipotesi, basarsi sul proprio istinto e andare oltre ogni sorta di pregiudizio, oppure no.

Il progetto prende il nome dal celebre brano degli Oasis, che ha segnato la mia adolescenza e quella di tanti altri giovani cresciuti a cavallo tra gli anni ’90 e i primi anni 2000.